Personaggi illustri di Affile

Rutilio Scotti

Discendente da una famiglia di letterati vissuto a cavallo dei secoli XVI e XVII, fu pittore, scrittore e poeta; amò tanto questa sua terra da dedicarle numerosi scritti. Tra questi risulta a noi totalmente pervenuta l’opera che lui stesso definisce quella che avrebbe dovuto dargli maggior fama e gloria “Descrittione et historia dell’Abbadia di Subiaco, illustrata da Rutilio Scotti Affilano, pittore e cosmografo, consegnata all’Ill.mo e rev.mo sig.re il signor Scipione Cardin. Boorghese perpetuo Commend. Data in Affile sotto l’anno del 1615”. Si tratta di un libro storico che avrebbe dovuto raggiungere le stampe ad opera del suo destinatario cardinale Scipione Borghese, abbate commendatario del monastero sublacense, ma che poi non venne mai pubblicato, restando un’opera manoscritta conservata prima nella biblioteca Chigiana e successivamente in quella Vaticana. Sicuramente Rutilio Scotti doveva riporre grandi speranze nella pubblicazione della sua opera, tanto è vero che in un suo memoriale aveva addirittura redatto il programma della festa con la quale i suoi concittadini avrebbero dovuto accogliere l’edizione a stampa della sua Descrittione:

"Nel nostro ritorno da Roma, quando l’opera è in luce, piacendo al Signore Dio, volemo che si facci un palchetto fuora la porta alla facciata di Bonifatio Moricone, dove sia un parato di corami in forma di scena ed in quello gli siano principalmente una trombetta e un cornetto, i quali nel nostro apparire davanti la chiesa di S.Sebastiano cominciano con dolce applauso a sonar finché siam arrivati avanti loro e poi si partino. In questo mentre esca in Appollo con un violino et canti alcune cose in nostro honore, et finito ch’egli haverà si parti; in questo mentre esca il fiume Aniene vestito di lungo con un vasosotto i bracci con quattro piume, cioè Driade, Amadriade, Nappe, Orcade, esortandole a cantar in nostra lode quel bel mandrigaletto [...]".

Le cose poi purtroppo, come la storia ci insegna, presero una piega diversa L’opera di Scotti ha presumibilmente dato lo spunto alla stesura del più famoso e conosciuto "Chronicon Sublacense" del monaco Cherubino Mirzio, amico e consigliere dello scrittore affilano; entrambe le opere, infatti, narrano le vicissitudini dell’Abbazia di Subiaco nel corso dei secoli. Lo scritto di Rutilio Scotti, probabilmente monaco a sua volta, è imperniato però principalmente sulla storia del suo paese natio, di cui era innamorato e fiero, mettendo in secondo piano i fatti abbaziali anche di maggior rilevanza storica. Nella sua opera principale lo Scotti dimostra una notevolissima formazione letteraria per quell’epoca, anche se in effetti il suo lavoro pecca talvolta di ostentato campalinismo e di superbia letteraria o si perde in lunghe peregrinazioni che sminuiscono l’opera dello storico; il suo scritto rappresenta comunque la maggior fonte di notizie sull’Affile del seicento.